Scoliosi nei bambini e negli adolescenti
La scoliosi è una deformità della colonna vertebrale che provoca una curvatura laterale associata a una rotazione delle vertebre. Non si tratta semplicemente di una “schiena storta”, ma di una modifica della colonna che interessa tutti e tre i piani dello spazio.
La forma più frequente è la scoliosi idiopatica adolescenziale, che compare generalmente tra i 10 anni e la fine della crescita senza una causa conosciuta.
Colpisce circa 1-3 ragazzi su 100. Le forme lievi sono ugualmente frequenti nei maschi e nelle femmine, mentre le curve che tendono a peggiorare interessano soprattutto le ragazze.
Come riconoscerla?
Spesso sono i genitori ad accorgersi di alcuni segnali:
- Una spalla più alta dell’altra
- Scapola più sporgente
- Bacino inclinato
- Asimmetria del torace
- Curva visibile della schiena
La gravità della scoliosi viene valutata con una radiografia (meglio se con una radiografia a basso dosaggio di radiazione) della colonna vertebrale e misurata attraverso il grado di Cobb, che indica l’ampiezza della curva.
In generale si distinguono:
- Lieve: fino a 20°
- Moderata: 21-35°
- Moderata-grave: 36-40°
- Grave: oltre 40-50°
Questa classificazione aiuta il medico a decidere il trattamento più appropriato.
Inoltre, la scoliosi può essere strutturale (curva fissa) oppure funzionale (legata a squilibri posturali e potenzialmente correggibile). Una valutazione clinica e, se necessario, una radiografia permettono di definirne il tipo e l’entità.
Quali sono i sintomi?
Nella maggior parte dei casi la scoliosi non provoca dolore e viene scoperta casualmente durante una visita pediatrica, un controllo scolastico oppure dai genitori osservando il ragazzo.
I segnali più comuni sono:
- una spalla più alta dell’altra;
- una scapola più prominente;
- fianchi o vita asimmetrici;
- il tronco inclinato da un lato;
- una gamba che sembra più lunga dell’altra;
- una maggiore sporgenza delle costole quando il ragazzo si piega in avanti.
Un leggero mal di schiena può essere presente, soprattutto negli adolescenti, ma un dolore intenso, persistente o che sveglia durante la notte non è tipico della scoliosi idiopatica e richiede una valutazione medica.
Cosa succede se non trattata?
Molte scoliosi lievi non danno sintomi e richiedono solo controlli periodici.
Nei casi più importanti possono comparire:
- Mal di schiena
- Affaticamento muscolare
- Peggioramento estetico
- Raramente, riduzione della capacità respiratoria (nelle curve molto gravi)
Anche l’aspetto psicologico è importante, soprattutto durante l’adolescenza.
Quale è il trattamento?
a diagnosi inizia con una visita clinica.
Il medico esegue il test di Adams, durante il quale il ragazzo si piega in avanti con le gambe tese. Questa semplice manovra permette di evidenziare eventuali asimmetrie del tronco o delle costole.
Se necessario può essere utilizzato uno scoliometro, uno strumento che misura la rotazione del tronco.
La diagnosi viene confermata con una radiografia della colonna vertebrale in piedi, che permette di misurare l’angolo di Cobb e valutare la gravità della curva.
Il trattamento dipende dai gradi della curva e dalla crescita residua:
Curve lievi (10-20°)
Nella maggior parte dei casi è sufficiente:
- controllare periodicamente l’evoluzione della curva;
- eseguire esercizi specifici per la scoliosi quando indicati;
- continuare normalmente l’attività sportiva.
Curve moderate (20-45°)
Quando il rischio di peggioramento è elevato possono essere consigliati:
- fisioterapia specifica;
- busto ortopedico, soprattutto nelle curve comprese tra 25° e 45° nei ragazzi che stanno ancora crescendo.
Il busto non serve a “raddrizzare” definitivamente la colonna, ma a rallentare o arrestare la progressione della scoliosi durante la crescita. Per essere efficace deve essere indossato con costanza, spesso tra le 16 e le 23 ore al giorno, secondo le indicazioni dello specialista.
Curve gravi (oltre 45-50°)
Quando la curva continua a peggiorare nonostante il trattamento conservativo, oppure supera i 45-50°, può essere presa in considerazione la chirurgia.
L’intervento viene riservato ai casi più importanti, poiché le curve molto accentuate tendono a peggiorare anche dopo la fine della crescita.
Gli esercizi personalizzati possono aiutare a migliorare postura, forza e controllo muscolare, riducendo il rischio di peggioramento nelle forme lievi e moderate.
Quale è la prognosi?
La prognosi è generalmente molto buona.
Le curve inferiori a 30° al termine della crescita raramente peggiorano in età adulta.
Le curve più importanti, soprattutto oltre i 40-50°, hanno invece una maggiore probabilità di aumentare lentamente nel corso degli anni.
Solo le scoliosi molto gravi possono, in età adulta, influenzare la funzione respiratoria, ma queste situazioni sono fortunatamente rare.
Nella maggior parte dei casi i ragazzi con scoliosi conducono una vita assolutamente normale.
Sport ed attività fisica
La scoliosi non è una controindicazione allo sport.
Anzi, mantenersi attivi è fondamentale per la salute della colonna, della muscolatura e del benessere psicologico.
Attualmente non esistono prove scientifiche che dimostrino che lo sport peggiori la scoliosi. Salvo diversa indicazione dello specialista, i ragazzi possono continuare a praticare l’attività fisica che preferiscono.
Il ruolo della chiropratica
Durante la crescita le curve possono evolvere rapidamente. Osservare la postura dei bambini ed effettuare controlli regolari permette, nella maggior parte dei casi, una gestione conservativa efficace.
La chiropratica non può correggere la scoliosi strutturale né sostituire il trattamento ortopedico quando necessario. Tuttavia, può rappresentare un valido supporto nel percorso di cura.
Il chiropratico può contribuire a migliorare la mobilità della colonna vertebrale, ridurre eventuali dolori muscolo-scheletrici associati, ottimizzare la funzione articolare e aiutare il ragazzo a mantenere una buona qualità del movimento durante la crescita
