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I piedi dei bimbi

In questo articolo approfondiamo una domanda che ricorre spesso in studio, mio figlio ha il piede piatto? Come mi devo comportare?

Piedi piatti?

Quando si ha un appiattimento della volta, o arco, plantare più o meno marcato si parla di piede piatto. Ciò è accompagnato da un valgismo del retropiede, in pratica la tendeza del piede a cadere verso l’interno.
La prima vera valutazione del piede si fa a 6-8 anni, infatti fino ai 5-6 anni il piede piatto può essere del tutto normale, la Natura ha pensato anche a questo, fornendo al bambino piccolo una maggiore superficie di appoggio per aiutarlo con la stabilità nei primi anni di vita.
È tra i 6 e i 10 anni che il piede assume il normale aspetto del piede da adulto e quindi la sua forma definitiva; il piede piatto fisiologico infatti può persistere fino a prima della pubertà.

Plantari si, plantari no?

Il nostro piede è composto da una trentina di ossa, sostenute da ligamenti e da muscoli. E’ proprio su questo ultimo punto che possiamo intervenire se notiamo che il piede ha tendenza a rimanere piatto. Il primo approccio, e anche il meno invasivo, dovrebbe quindi essere un programma di esercizi di rinforzo muscolare che va eseguito con molta costanza per almeno 4-6 mesi con lo scopo di rinforzare la muscolatura che sostiene l’arco plantare.
In secondo luogo, come un supporto alla terapia di rinforzo muscolare, si può pensare ad un plantare propriocettivo. È un tipo di plantare molto particolare che ha l’obbiettivo di stimolare i muscoli a lavorare, senza correggere in maniera artificiale. Questo plantare va valutato assieme ad un professionista.

Non si parla quindi di plantari correttivi prima dei 10 anni, ad eccezione ovviamente di casi gravi, sintomatici (prevalentemente con dolori ai piedi, caviglie o ginocchia) o con evidenti problemi di deambulazione dovuti ad un importante problema ai piedi.

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