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Crescita libera

La crescita libera del bambino è un concetto introdotto inizialmente dalla pediatra dr.ssa Emmi Pikler che ha studiato, osservato e soprattutto ampiamente documentato la crescita di centinaia di bambini ed è giunta alla conclusione dell’importanza di non interferire nella libertà di movimento dei bambini fin dal primo anno di vita.

Quando noi pensiamo a cosa ci servirà per aiutare lo sviluppo motorio e muscoloschelettrico del bambino fin dalla nascita, in realtà la risposta è: poco o niente. Ebbene sì, ci vogliono far credere che servano molti accessori e dispositivi per la prima infanzia e si sente spesso parlare di come stimolare il bambino a stare seduto, a gattonare, a camminare, a … ma perché non rispettare i suoi tempi? Prima non è sinonimo di meglio, ridiamo ai bambini il lusso di stare ai loro tempi, anche perché un bimbo piccolo al giorno d’oggi è già facilmente sovrastimolato da molti altri fattori esterni.

Troppo spesso per esempio mi capita di vedere bambini, che non sanno ancora camminare in autonomia, venir aiutati da un adulto, che gli tiene le mani, a stare in piedi e camminare. Mettere il bambino in posizione eretta prima che lo sappia fare lui in completa autonomia significa sottoporre le sue articolazioni, ligamenti e muscolatura del piede ad uno stress del tutto inutile e controproducente. Il bambino che non ha imparato il movimento in autonomia dovrà impararlo in un secondo tempo e non camminerà « prima »

Va da sé quindi che l’uso del girello è assolutamente controindicato, basti pensare che in certi paesi ne è addirittura vietata la vendita !

Osserviamoci : quanto, come genitori, interferiamo con la crescita motoria dei nostri figli ?

Un bambino lasciato libero cambia spesso posizione, è attivo e sempre in movimento e quando sono più grandicelli, e ne sono capaci, iniziano a spostarsi, il tutto in buone condizioni  di equilibrio muscolare, con la partecipazione globale di tutta la muscolatura del corpo.

È fondamentale rispettare la tempistica personale di ogni bambino evitando anche il gioco dei paragoni.

E altrettanto fondamentale è non costringerli in posizioni non fisiologiche per l’età del bambino. Per esempio la tanto « indispensabile » sdraietta non è del tutto indicata, come pure l’uso dell’ ovetto, al di fuori dei tragitti in auto o di qualche momento di bisogno nostro come genitore, va evitato. Il piccolo è messo in una posizione semi-seduta dalla quale ha poca possibilità di movimento : la testa non può compiere una normale rotazione e il campo visivo rimane ridotto, le braccia e le gambe possono muoversi solo anteriormente e in modo limitato lateralmente.

Il bambino che da solo non sa mettersi in una determinata posizione (sulla pancia, girarsi, seduto, in piedi,…) non va messo se non per brevi periodi, per esempio per il cambio o per spostarsi in auto o per necessità del genitore.

La tanto citata frase di Maria Montessori « aiutami a fare sa solo » si applica benissimo anche allo sviluppo neuromuscoloschelettrico e motorio del bambino, creando le basi per bambini sempre più autonomi.

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